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L'alimentatore AT-ATX
Stabilizzare


Stabilizzare

Come ottenere la necessaria stabilizzazione ?

Dai ricordi scolastici dovrebbe essere rimasto qualcosa della fisica elementare ed in particolare del ramo detto elettrologia, dove si è studiata (forse) la famosa Legge di Ohm
Il lavoro di questo fisico tedesco dice "semplicemente" quale è il legame tra corrente, tensione e resistenza in un circuito elettrico e si esprime nella formula seguente, nelle sue tre variazioni :

V = R * I        I = V / R        R = V /  I

dove V è la tensione, I la corrente (intensità) e R la resistenza.

La tensione V si misura in volt , simbolo V

La corrente I si misura in ampere , simbolo A

La resistenza R si misura in ohm , che ha come simbolo la lettera greca omega maiuscolo


La prima lettura

V = R * I

ci permette di vedere che se una corrente I  passa attraverso una resistenza R , ai sui capi deve essere disponibile una tensione (o si forma una caduta di tensione) V pari al prodotto di R per I.

La seconda espressione può essere letta nel senso che se collego una resistenza R ad un generatore di tensione V, passa una corrente I pari al rapporto tra la tensione e la resistenza; è evidente che, a parità di condizioni del carico costituito dalla resistenza R, l' aumentare della tensione V fa aumentare in proporzione la corrente I .

La terza lettura indica che, collegando una resistenza di valore R ad una tensione V si ottiene la circolazione di una corrente  I  pari al rapporto tra tensione e corrente. 

Dunque, se ad un circuito aggiungo una resistenza R, su di essa, a seconda della corrente che circola si "perderà" una certa parte della tensione.

Se alimento con una tensione Vin un circuito in cui circola una corrente I e che contiene la resistenza R, la tensione in uscita Vout sarà data da :

Vout = Vin - Vr

dove 

Vr = R * I

Posso allora far variare la tensione Vout cambiando il valore della resistenza R : se rendo variabile il valore della resistenza, posso adeguarla ad ogni variazione deL valore di Vin, in modo che la tensione Vr = R * I sia tale da compensare ogni variazione e mantenere costante Vout.

Per semplificare con qualche numero, se ho una Vin di 14 volt e devo ottenere una Vout di 12 volt, dovrò eliminare :

Vr = Vin - Vout = 14 - 12 = 2 V   (1)

Se la corrente I è di 1 ampere, la resistenza sarà :

R = Vr /  I = 2 / 1 = 2 ohm    (2)

Sembrerebbe semplice, ma non lo è. Infatti la cosa funziona perfettamente se la tensione di ingresso ha un valore fisso, ma abbiamo detto che la tensione Vin può variare ampiamente; se cresce, la differenza con Vout diventa maggiore e viceversa. Con 13V di ingresso, in uscita avrò 11V !
Quindi per avere costante la differenza, il valore della R dovrebbe essere variabile ed adattarsi a tutte le possibili situazioni, altrimenti con Vin cambia anche Vout  e a noi, invece, serve che essa resti quanto più costante possibile. Se la resistenza ha un valore fisso, la sua caduta di tensione Vr non può certo essere adatta a soddisfare l'equivalenza (1) per tutti i valori di Vin  . 
Inoltre, anche la corrente I può cambiare a seconda della potenza assorbita dal carico e, di nuovo, se R  ha un valore fisso, non potrà essere adatta a tutti i valori che la corrente può assumere, come si vede bene dalla (2).

Che fare, allora ?

 

 


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Aggiornato il 08/01/08 .