INFORMAZIONI TECNICHE

L'alimentatore AT-ATX
Da AT ad ATX


L' alimentatore ATX

Fino ad ora abbiamo accennato ad alcune componenti dell' alimentatore AT; esse sono più o meno in comune con l' alimentatore ATX ed, in effetti, il passo da AT ad ATX non è molto complicato.

Infatti, come il PC in standard ATX deriva direttamente da quello AT, così pure lo schema di un alimentatore ATX deriva direttamente da quello AT, tanto che, inizialmente, gli alimentatori ATX non erano che modelli AT a cui erano state aggiunte patches (letteralmente e realmente "pezze") per adattarli alle nuove esigenze, come vedremo negli esempi successivi. 

Le considerazioni che rendono evidente questa somiglianza sono semplici : il PC ATX non nasce da un giorno all' altro, ma è uno sviluppo del precedente AT, di cui, sia per ragioni economiche e produttive, sia per ragioni tecniche e di compatibilità, mantiene gran parte della struttura.

In effetti, per passare ad ATX occorre aggiunge essenzialmente due cose : 

  • un numero maggiore di tensioni di uscita richieste dalle nuove tecnologie con cui sono realizzati processori, memorie, ecc

  • la disponibilità di una tensione di standby per l' avviamento remoto

e queste sono le reali differenze tra i due standard.

In sostanza, ATX nasce per offrire una maggiore varietà di prestazioni, le più importanti collegate ai sistemi operativi che possono essere avviati con un comando remoto, passare in condizione di attesa a basso consumo, spegnersi da soli alla chiusura del sistema operativo, ecc.
Con il passare del tempo, si sono avute più versioni di ATX, principalmente in relazione alle mutate esigenze di alimentazione delle CPU : più potenza a tensioni più basse.


Modifichiamo allora lo schema base AT, aggiungendo la tensione di stand by et voilà, l' alimentatore ATX è servito :

Semplificando, si tratta proprio solo di aggiungere questa Vstby, generata da un circuito a parte, che, per convenienza,  utilizza il raddrizzatore D1 e condensatori Cc già esistenti. 
Siccome l' alimentatore ATX non dispone più dell' interruttore di accensione, questo circuito, che non dipende dallo switch di potenza, è attivo sempre, indipendentemente da tutto il resto, fino a che è collegato alla rete Enel.

La tensione di stand by ha un valore tipico di 5V, che è quello delle logiche TTL e che per lungo tempo (E ancora adesso) è il riferimento di alimentazione principale dei circuiti digitali. Questa tensione va ad alimentare alcune parti della scheda madre ed eventualmente quelle parti da cui può partire il comando di riavvio remoto, come la scheda di rete, la tastiera, il mouse, il modem interno, ecc., ma non la CPU nè i suoi circuiti collegati.
Per questo la potenza richiesta sulla tensione di stand by è piuttosto piccola rispetto alle esigenze complessive del sistema : la normativa ATX 2.0 prevede la possibilità di disporre di 10W (ovvero di 2 A a 5V), ma è normale che molti alimentatori diano valori più bassi.

 


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Aggiornato il 08/01/08 .