INFORMAZIONI TECNICHE

L'alimentatore AT-ATX
Uno sguardo all' interno


Essenzialmente ATX nasce per offrire una maggiore varietà di prestazioni del PC, le più importanti collegate ai sistemi operativi che possono essere avviati con un comando remoto, passare in condizione di standby (attesa a basso consumo), spegnersi da soli alla chiusura del sistema operativo, ecc.
Inoltre , con il passare del tempo, si sono avute più versioni di ATX, principalmente in relazione alle mutate esigenze di alimentazione delle CPU : più potenza a tensioni più basse.

Uno sguardo all' interno

Passando alla parte tecnica,  possiamo rilevare che lo schema che di un alimentatore ATX deriva direttamente da quello AT, tanto che, inizialmente, gli alimentatori ATX non erano che modelli AT a cui erano state aggiunte patches (letteralmente e realmente "pezze") per adattarli alle nuove esigenze. 

In effetti, per passare ad ATX occorre aggiunge essenzialmente due cose : 

  • un numero maggiore di tensioni di uscita

  • la disponibilità di una tensione di standby

e queste sono le reali differenze tra i due standard.

Modifichiamo allora lo schema base AT, aggiungendo la tensione di stand by et voilà, l' alimentatore ATX è servito :

Semplificando, la tensione Vstby è prodotta da un circuito a parte che utilizza il raddrizzatore D1 e condensatori Cc. Questo circuito non dipende dallo switch di potenza ed è attivo sempre, indipendentemente dal resto del circuito fino a che è collegato alla rete Enel.

Nella foto qui sotto è visibile un alimentatore ATX aperto. Se compariamo questa immagine con quella del modello AT vista in precedenza, non ci troviamo poi tante differenze !

Se confrontiamo questa immagine con quella analoga dell' alimentatore AT, vediamo che, sostanzialmente, la disposizione delle parti è la medesima; ad uno sguardo distratto, le piccole differenze che riguardano il circuito stampato non sarebbero afferrate. Nell' esempio qui sopra c' è stato un piccolo adattamento per ospitare la parte relativa alla tensione Vstby e quella a 3.3V, di cui parleremo più avanti e una maggiore cura per il controllo delle emissioni elettromagnetiche rispetto all' equivalente AT, di cui ricalca lo schema base.

Per contro, c'è da dire, come vedremo più avanti, che alimentatori ATX delle ultime generazioni si discostano sensibilmente dalle realizzazioni precedenti perchè ri progettati in base a soluzioni tecnologiche più attuali. 

Vediamo allora qualche particolare in più.

 


 


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Aggiornato il 08/01/08 .