INFORMAZIONI TECNICHE

L'alimentatore AT-ATX
Il filtro fantasma


Il mistero del filtro fantasma ovvero Scherzi cinesi

Il filtro EMI non ha un particolare effetto sul funzionamento del circuito che lo segue : come abbiamo detto, il filtro serve ad evitare di immettere sulla linea di alimentazione il rumore elettrico prodotto dalle veloci commutazioni del sistema switch mode. Al limite, se il filtro mancasse completamente, oltre ad una minore robustezza davanti ai disturbi provenienti dalla rete (fatto per altro rilevabile solo in casi molto particolari), l' alimentatore non presenterebbe alcuna differenza per l' utente !
Ne presenta, invece, dal punto di vista della compatibilit elettromagnetica : sicuramente un alimentatore switching non supera alcun test del genere se non dotato di un filtro EMI adeguato.

Come detto, esistono molti modi per implementare il filtro EMI.

Questo filtro, anche se non il massimo, abbastanza corretto : costituito da due condensatori tra fase e neutro (CX) e da due bobine (LF1 e LF2), oltre ai condensatori CY.

Qui i condensatori sono tutti del tipo adeguato, secondo le normative di sicurezza. 

Ma, in base a quanto abbiamo detto all' inizio di questa pagina,  pu capitare anche qualcosa di inaspettato.

Questo un esempio di filtro fantasma ! 

Degli scarsi elementi che lo dovrebbero comporre, ovvero CX1, LF1 e i due CY, solamente questi ultimi sono montati sul circuito stampato. Degli altri c' solo la serigrafia !

La doppia bobina LF1 sostituita da due ponticelli e CX1 non c' del tutto. Oltre a questo, i CY non sono condensatori di sicurezza, ma componenti ceramici qualunque da 4n7 / 1kV.

In queste condizioni l' alimentatore sicuramente non a norma n per le emissioni elettromagnetiche, n tanto meno per la sicurezza.

Complimenti al furbo cinese che riuscito a risparmiare qualche centesimo (sfortunatamente lo ha fatto anche su tutto il resto del progetto) : comincia ad essere facile capire, per chi non se lo fosse ancora messo in mente, che i bassi prezzi si fanno solo fregando o le leggi o gli utenti o entrambi.

La sezione del filtro una parte che ben si presta a questo genere di "omissioni", dato che la sua funzione non influenza direttamente il resto del circuito : lo scopo del filtro EMI quello di rientrare nei limiti delle emissioni elettromagnetiche. Se non c', il resto funziona e pazienza per la salute e l' ambiente; l' importante (per il furbo produttore risparmiare). Per il pollo-cliente, pare altrettanto.
Ovviamente va da se che i logo delle eventuali certificazioni sono del tutto fasulli, in quanto un alimentatore del genere non potrebbe superarne alcuna.

Ma se solamente si trattasse di emissioni elettromagnetiche : invece l' uso di elementi non a norme mette a rischio di folgorazione l' utente , oltre ai circuiti alimentati. Questa situazione piuttosto comune nei prodotti cinesi low cost, che, tuttavia, presentano sulle etichette falsi marchi CE e a volte anche TUV, il che non facilita di certo l' utente nella scelta.

Come fare, allora, ad evitare l' inghippo ? Semplicemente :
- evitare di acquistare alimentatori economici : un power a 40 euro per 480W nasconde sicuramente la sorpresa
- evitare alimentatori extra leggeri : se troppo "lieve" il peso, perch il costruttore ha economizzato su qualcosa
- evitare di acquistare alimentatori no-name, per i quali non c' verso di trovare su Internet un sito del costruttore 
- per ultimo, si pu provare a dare una sbirciatina all' interno, attraverso le feritoie di aerazione ed osservare se sul circuito stampato ci sono i componenti o sono solo disegnati

Vale la pena di preferire alimentatori dotati di pi brand delle certificazioni : se CE e TUV sono di comune falsificazione, la presenza di molti logo di enti certificatori garantisce che realmente il costruttore ha superato tutti questi test, sopratutto se egli ha una sede commerciale in Europa, dove, per la vendita del suo prodotto, queste certificazioni sono obbligatorie. Un alimentatore dotato di molte certificazioni (DEMKO, NIMKO, UL, CSA, FCC, ecc) sicuramente un prodotto che non riserva sorprese in questa sezione.
Inoltre possibile richiedere al produttore copia delle certificazioni ed egli (almeno in Europa) tenuto a fornirle.

Ovviamente se il prodotto un no-name o il costruttore ha solo sede in Cina e un sito web piuttosto scombinato, le possibilit che le certificazioni presenti sull' etichetta siano reali diventa poco probabile e la richiesta di chiarimenti direttamente alla fabbrica cadr nel vuoto.

 


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Aggiornato il 08/01/08 .