INFORMAZIONI TECNICHE

L'alimentatore AT-ATX
I cavi


A questo punto, dal circuito stampato, partono i numerosi cavi che vanno ai vari connettori esterni.

Parrebbe superfluo discuter di "qualche cavo" : in fondo sono solo fili. Ma non è così.
Anche i cavi hanno la loro importanza in quanto la loro sezione e lunghezza può costituire un problema. Infatti, negli alimentatori di fascia bassa, il costruttore risparmia anche sui cavi, utilizzandone di sezione inferiore al necessario.
Un cavo di piccola sezione presenta una resistenza maggiore di uno di grande sezione; quindi, per la legge di Ohm, si caduta di tensione sulla resistenza dei cavi è maggiore e quindi la tensione al connettore della scheda madre è minore di quello che dovrebbe essere.  

Un buon riferimento per i cavi può essere la certificazione CSA, in quanto una delle norme di questo standard canadese è la realizzazione dei conduttori con un certo numero di fili di rame singolarmente stagnati : spellando un cavo comune si vedono i fili in rame nudo, di colore rossastro; i fili di un cavo CSA sono invece di colore argenteo, dovuto alla placcatura in stagno.

Per quello che riguarda l' inguainatura dei cavi in uscita ci sono opinioni diverse.
La tendenza ad inserire i cavi o una parte di essi in una o più guaine è una conseguenza dell' aumento dei rami di alimentazione che fuoriescono da un moderno alimentatore.
Se nel passato una decina di connettori in tutto su tre o quattro gruppi di cavi costituiva una buona dotazione, attualmente ci si aspetta una disponibilità maggiore, sia per l'aggiunta di connettori speciali, sia per la maggior potenza disponibile, che permette di alimentare numerose periferiche magnetiche e ottiche, sia perchè è normale trovare sistemi inzeppati di dischi, CD, ecc.

Una tale massa di cavi che fuoriesce disordinata dall' alimentatore crea qualche problema nell' assemblaggio, sopratutto in chassis di piccole dimensioni; il risultato è che, anche usando fascette, alla fine si forma una "palla" di cavi ben poco estetica e che tende a ridurre la circolazione dell' aria vicino all' alimentatore. Inoltre, fatto non secondario, con la mania del modding sono diventati comuni le finestre trasparenti sui case ed avere in vista la suddetta palla di cavi è poco estetico.
Per queste ragioni alcuni costruttori hanno iniziato ad inserire i cavi in guaine di materiale sintetico elastico che raccolgono ogni gruppo in modo più ordinato. 
Ed è questa la funzione principale delle guaine. Si può certo affermare che migliorano la circolazione dell' aria, ma questo è vero solo ed esclusivamente se riesce a posizionarle in modo ordinato e a non intasare le prese dell' alimentatore o il flusso di aria dalle periferiche frontali. E questo, se si può fare con i cavi in guaina, si può ottenere benissimo anche con i cavi non inguainati; nei casi in cui la lunghezza dei cavi e la loro quantità è sproporzionata per lo chassis, la "palla" si forma comunque ! Quanto al ritenere che il cavo che va dall' alimentatore al disco rigido offra meno resistenza al movimento dell' aria che quello senza guaina, è tutto da vedere, anche perchè il cavo inguainato ha una sezione praticamente uguale se non maggiore di quello senza. Il problema è, piuttosto, come si dispongono i cavi e la scelta di un alimentatore proporzionato allo chassis.
Certamente la presenza delle guaine è positiva perchè rende più semplice l' assemblaggio, dovendo combattere di meno con il disordine dei cavi.
Va da se che per chi gradisce, ci sono anche guaine fosforescenti, colorate, sensibili agli UV delle lampade CCFL e, de gustibus non disputandum, ognuno può crearsi il PC che preferisce, anche usando ventole con LED da 14 colori e applicando la vaschetta dei pesci sul lato, trasformando il PC in un oggetto di arredamento o di discussione. 
Quello che si vuole dire è solo di non fare confusione tra funzionalità ed estetica, tra moda e fatto tecnico.

Analogo discorso vale per i contatti metallici dei connettori : le correnti che li attraversano possono essere assai elevate e se la resistenza di contatto è elevata, essi si scaldano e il riscaldamento del contatto ne fa decadere la qualità, danneggiando il metallo o la sua ricopertura con fenomeni di elettroforesi,  aumentandone la resistenza, che produce ulteriore riscaldamento fino ad arrivare alla carbonizzazione dell' isolante, oltre a disfunzioni difficilmente diagnosticabili nel sistema, come reset ed arresti improvvisi.
Quando il connettore è danneggiato, non c'è molto da fare in quanto, anche avendo il ricambio adatto, le moderne schede madri hanno una struttura a 4 o sei strati che riserva le operazioni di dissaldatura a personale specializzato e con attrezzature adeguate, rendendo la riparazione non economicamente conveniente. 
Per evitare questi problemi, lo standard attuale ha portato i pin del connettore da 20 a 24 in modo da poter sostenere correnti maggiori distribuendole su superfici di contatto maggiori.
La placcatura con metalli preziosi, come l' oro, è indice di una particolare attenzione da parte del costruttore, che però ha il difetto di aumentare il costo dei contatti rispetto a quelli in metallo nudo o trattato altrimenti.



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Aggiornato il 08/01/08 .