INFORMAZIONI TECNICHE

L'alimentatore PC
Zero Noise


Zero Noise

Cosa distingue un alimentatore Zero-Noise da uno normale ? 
Essenzialmente la mancanza, nel primo, della ventola presente nel secondo. Il che vuol dire che i componenti interni dell' alimentatore devono essere raffreddati solo dall' irraggiamento e dalla convezione naturale.

Ora, se un alimentatore "normale" ha bisogno di una forte corrente di aria per smaltire il calore, come può funzionare senza lo Zero-Noise ?
Semplicemente basta trovare il sistema per ridurre la potenza persa in calore ! Se i semiconduttori lavorano con un rendimento elevato, le perdite si riducono e con esse il calore da smaltire : ecco che non occorre più la ventola.

Facile da dirsi, difficile da farsi, sopratutto dovendo rientrare nel budget limitato di un alimentatore PC.
Per capire qualcosa di più, ne abbiamo aperto uno, ovvero il 6015 di Silentmaxx.

Già dall' esterno si presenta diversamente dal solito : niente ventola ed una scatola interamente traforata con un "nido d' ape" molto fitto. Questo particolare è indispensabile in quanto questo alimentatore non presenta alettature esterne e quindi il calore prodotto, raccolto dai dissipatori interni, deve poter passare nell' ambiente con la massima facilità.

Il colore blu è un fatto puramente estetico e non contribuisce per nella alla dissipazione del calore (al massimo sarebbe stato più efficace il nero, ma trattandosi di lamiera verniciata, la cosa è del tutto trascurabile).  

Aprendo il coperchio si ha una ulteriore percezione della differenza con i modelli standard fino ad ora esemplificati.

I radiatori, in alluminio anodizzato con un insolito colore violetto, sono ben 4; a partire da sinistra si trovano :
  1. il radiatore dei diodi di raddrizzamento delle uscite
  2. il radiatore dello switch principale
  3. il radiatore del PFC attivo
  4. e, in alto sopra questi ultimi due, il radiatore del ponte raddrizzatore di rete

Il filtro EMI (6) si trova stretta tra quest' ultimo radiatore e la scatola esterna, mentre sulla presa di rete (5) è stato cablato il solito filtro addizionale volante.


Questa insolita disposizione consente di avere una maggiore superficie di raffreddamento disponibile per i semiconduttori e quindi abbassarne la temperatura. Va notato che i componenti sono accoppiati termicamente ai radiatori con dosi abbondanti di pasta termo conduttiva, assolutamente necessaria dove si voglia il massimo di trasferimento del calore tra le due parti.

I radiatori, probabilmente per praticità di assemblaggio, sono composti da due parti, anche loro accoppiate con pasta termo conduttiva e fissate tra di loro con viti. Rimosse queste parti, si può osservare meglio l' interno.

Le frecce rosse indicano i numerosi circuiti integrati che sovrintendono dalle varie funzioni dell' alimentatore (feedback e protezioni, switch primario e PFC).

La freccia gialla indica due isolatori ottici che trasmettono le informazioni di feedback dal secondario al primario, dove si trova l' integrato del controllo del PWM.

Il regolatore PFC, con la sua imponente bobina, occupa quasi un terzo della superficie del circuito stampato.

Tutti i transistor di potenza sono dei MOSFET, per avere il minimo di resistenza in conduzione e produrre il minor calore possibile. 

L' uso intensivo di circuiti integrati e di MOSFET ha permesso evidentemente di aumentare la frequenza di lavoro e, di conseguenza, ridurre drasticamente le dimensioni del trasformatore T1, che è palesemente più piccolo di un equivalente operante a frequenza minore.

 


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Aggiornato il 08/01/08 .