INFORMAZIONI TECNICHE

PFC
Le FAQ



Per concludere l'argomento, si potrebbe pensare che l' area di supporto dei costruttori di alimentatori sia una ricca fonte di informazione, ma non è proprio così; in genere, anzi, le FAQ sembrano volutamente inutili e ben raramente dicono qualcosa che non sia descritto molto meglio in altri luoghi del WEB.

Tra le più ampie sul problema del PFC, riportiamo un estratto dal sito di un noto costruttore di alimentatori che presenta questa tabella nelle FAQ :

Aspetti positivi del PFC attivo
  • grande reiezione delle armoniche
  • tendenza a future riduzioni di costo degli integrati (richiesti dal progetto)
  • bassi rischi di shortage dei materiali necessari
  • soluzione più "professionale" di quella passiva
  • maggior numero di prestazioni con un costo minore
  • Fattore di Potenza molto vicino a 1 (vantaggio per l'ambiente)
  • migliore competitività col crescere della potenza (oltre 300W)

Aspetti negativi del PFC passivo

  • difficoltà di produrre industrialmente induttori di valore preciso (per compensare sufficientemente le armoniche)
  • maggiore peso che crea problemi durante il trasporto (vibrazioni & shock)
  • Possibile shortage della ferrite (su cui sono avvolte le bobine)
  • vibrazioni se la bobina non è correttamente fissata
  • basse possibilità di competitività (costo e prestazione) per potenze superiori a 300W

 

Si può notare che parte dei vantaggi/svantaggi non riguarda il tanto il rapporto del prodotto con l' utente, quanto la sua realizzazione da parte del costruttore.

 

In conclusione

In conclusione, l' obbligo del  PFC anche su piccoli apparati è una piccola, ma utile modifica ad un complesso stato di cose pre esistenti, che andrebbe rivisto complessivamente alla luce della situazione energetica globale.
Poi, tra passivo e attivo, vale la pena di scegliere attivo, se disponibile, perchè , se ben implementato, ha diversi vantaggi con una differenza di costo non eccessiva, anche se le differenze, ma non sono vitali.

Se vogliamo ricorrere ad un esempio, potremmo dire che il PFC, fino a che è analogo alla marmitta catalitica delle auto, è certamente un necessario miglioramento, ma non l' optimum.
La marmitta catalitica non migliora le prestazioni del motore, non aumenta la velocità, non riduce i consumi, non aumenta la sicurezza, non riduce i costi di gestione, non sostituisce l' ABS nè evita di fare il pieno ogni tanto. Ma solo perchè questo non è il suo scopo : il suo scopo è quello di ridurre il tasso di inquinamento atmosferico del motore ed in tal senso diventa un addizionale indispensabile per chiunque sia alla guida. Miglioramenti nelle prestazioni, consumi, sicurezza e costi dell' auto non derivano certo dall' aggiunta della marmitta catalitica, bensì da una eventuale revisione dei criteri costruttivi dell' intero veicolo.

Così pure il PFC non trasforma una zucca di alimentatore nella carrozza dorata di Cenerentola ; la carrozza dorata si ottiene quando il progettista non ricicla una zucca verniciandola con lo spray dorato, ma quando il progetto va in quella specifica direzione.

I miglioramenti nelle prestazioni, consumi, sicurezza, durata, efficienza, contenimento dell' elettrosmog , ecc. non derivano certo dall' aggiunta di un controller PFC ad un progetto esistente, bensì da una ampia revisione dei criteri costruttivi dell' intero apparecchio.
Cosa che, fortunatamente, pare cominci a diventare comune.




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Aggiornato il 14/06/06 .